mercoledì 26 giugno 2013

TANTI AUGURI FRANCESCA!!

La chiamano crisi

In giro banchieri. Troppi. E politici: tanti, ancora tanti. E disoccupati: moltissimi.
Banchieri e politici si trovano in località prestigiose, alloggiano in alberghi di lusso... Cosa fanno? Discutono, elaborano documenti: molto vaghi.
I disoccupati si trovano all'osteria di quartiere, se sono maschi, o dormono fino alle 11 e poi fanno sera, guardando, senza vederla, la tivù. I più incazzati picchiano le mogli, ogni tanto qualcuna ci rimane! Le disoccupate sono più fortunate, si annoiano molto meno - anche se si disperano allo stesso modo -  perché a stirare, pulire, cucinare e occuparsi dei bambini, la giornata passa. Cresce il numero degli alcolizzati, si vendono più tranquillanti, qualche industriale si suicida perché costretto a licenziare i suoi operai (sono più fantasiosi ma anche più fragili e, soprattutto non sono abituati a essere presi a calci in culo da una vita e l'uomo, si sa, è animale abitudinario). Si pagano più tasse, si vendono le catenine della Cresima regalate ai figli dai nonni, si comperano abiti usati, ci si indebita, si recuperano le biciclette in cantina e la macchina ci si limita a toglierla dal garage per lavarla (alla domenica). Si mangia più pasta e meno carne, pardon, il dato è da aggiornare, niente carne e meno pasta...
Si aspetta...
La chiamano crisi, è guerra, la nuova guerra...

venerdì 21 giugno 2013

La carità rende riconoscenti, il lavoro... liberi.


Oggi, passeggiando per la mia città, ho visto un cartello appeso alla vetrina di un ufficio (Caritas?).
Comunicava: "DISTRIBUZIONE VIVERI... "
Mi sono sentita in guerra!
La carità rende riconoscenti, il lavoro... liberi.
Grazie a Ugo Pierri, pittore triestino, che mi ha consentito di affiancare alle parole la forza dell'immagine.

giovedì 20 giugno 2013

E' arrivata l'estate...

Il sangue scorre più veloce, anche nelle stanche vene dei malati, le giornte interminabili incitano a fare, a muoversi, a godere di questa vita che non sa più di nebbia, di questo cielo che fa impazzire le rondini, di questa  campagna che profuma di fieno appena tagliato e ha campi di grano che sembrano oro fuso... Il Sole recupera il suo scranno e... ride. Il vigliacco sa che, anche se per pochi mesi, sarà il Signore della Terra; perfino le stelle, in cieli di velluto, splenderanno più intense, arderanno come candele in notti brevi dove il calore si farà  tepore, le parole sussurri, l'amore passione... e i ricordi si faranno così intensi da confondersi con i sogni e il confine tra fantasia e realtà diventerà  tanto sottile da sparire, facendoci sapere ciò che da sempre intuiamo: i confini sono immaginari, rispondono ai bisogni, non ai desideri, contengono paure, controllano ciò che esonda, rassicurano noi, pavidi bipedi, impauriti dalla morte e ancor più dalla vita...
Spessa come una coperta di lana, asfissiante come solo l'amore materno, a volte, sa essere, bruciante, eccessiva... è arrivata, di nuovo, l'estate.

sabato 15 giugno 2013

La malattia, passaporto per un altro mondo ?

La malattia, passaporto per un altro mondo (non per 'l'altro mondo')? Avrei fatto volentieri a meno di questa vacanza forzata e non richiesta, ma tant'é...
Data l'inutilità di gestire l'ingestibile, ci si lascia andare alla scoperta di quel nuovo mondo del quale la malattia ci ha dato la chiave d'accesso. E' la nostra limitatezza che ci fa presupporre un unico mondo possibile: il nostro, fatto di un tempo e uno spazio controllabili.
Il corpo si piega alle istanze della malattia, ogni tentativo di controllo diventa inutile e il cambiamento, per esempio quello caratteriale, diventa possibile. Così anche la mia logorante propensone al pensiero razionale, logico, consequenziale si è modificata: non serve a farmi stare meglio sapere che gli effetti collaterali dei farmaci sono la "logica" conseguenza del loro uso.
Sono assolutamente sincera: sembra, infatti, che i parkinsoniani non siano in grado di mentire... Un po' imbarazzante in una società che confonde la sincerità con la maleducazione. E pensare che le bugie pietose erano la mia specialità.
Sono, quasi fossi una diciottenne al primo amore, assolutamente sventata. Ho combattuto contro una caratteriale distrazione per tutta la mia esistenza perdendo chiavi di casa, bruciando arrosti e dimenticando ombrelli, guanti, sciarpe... Ora ci rido sopra perché l'alibi è dietro l'angolo. E' un deficit d'attenzione dovuto alla malattia.
La mia memoria (di ferro!) fa cilecca? Un passato pesante perde pezzi e scopro la leggerezza dell'andare senza uno zaino pieno di pietre sulla schiena. Il futuro fa paura? A chi è sano, ma a chi è malato, e può unicamente peggiorare, una caduta (fatale!) o un infarto possono risultare solo provvidenziali .Ecco che di fronte a un passato che non si ricorda e a un futuro che non c'è, assume il giusto rlievo quel tempo che io non ho mai saputo vivere: il presente.
E non è poco.

venerdì 7 giugno 2013

Solitudine sai di mare

Sai di mare
solitudine
....
striscia azzurra all'orizzonte,
sai dar pace
...
Sulla spiaggia
di ogni naufrago d'amore.
l'orma chiara
già cancelli
nel fruscio
di un'altra onda.

mercoledì 5 giugno 2013

E, dopo il diluvio, Mario Monti aprì l'ombrello.

E' una spenta mattina di novembre: grigio uniforme screziato dalle pennellate gialle delle foglie cadute. La gatta, sul davanzale, annusa l'inverno in arrivo, io rumino sulle mie storie, mentre la Storia mi si srotola davanti: Berlusconi, il piccolo tiranno che regna dal 1994 sul Belpaese, ha annunciato le sue dimissioni. Com'è nel suo stile, una promessa, solo una promessa. Sarà l'ultima di una lunga serie e la prima mantenuta? Chissà?

L'omino si lascia alle spalle un paese distrutto. Devastato. Non è riuscito, né avrebbe potuto, fare tutto da solo: ha avuto numerosi e validi collaboratori: tutti gli italiani - tanti, troppi  - che lo hanno votato, tutti i servi - molti - che lo hanno adulato e incensato. Ha, come i torrenti che abbiamo visto esondare in questi giorni, trascinato nel fango, sommerso e sporcato tutto ciò che ha trovato sul suo cammino. Sarebbe tutto da buttare per voltare pagina e ricominciare ma, come dopo un'alluvione o un terremoto, si fruga tra le macerie e si cerca qualcosa che, pur ammaccato, sia ancora utilizzabile.

Un Bersani cos'è? Un tavolo senza una gamba, che traballa ma può ancora stare in piedi? E Fini, il grande traditore? Una collanina da battesimo che sembrava d'oro, ma a guardarla bene era ed è d'ottone? E Casini? Una radio rotta che emette un suono che abbiamo già sentito, tanto tempo fa, molesto e ripetitivo, come le scontate prediche domenicali di un parroco noioso?.

Dietro a noi che frughiamo, a controllare che non ci si metta in tasca un anellino storto o un vassoietto d'argento, stanno, a fucili spianati, gli Europei, quelli che dovrebbero salvarci, ma che, per il momento, controllano che nulla venga trafugato. Ma non era ed è "roba nostra"? Beh, sì e no: è tutto da vedere!

La classe politica italiana, caduto - si fa per dire! - Berlusconi, non sa che fare? Ma non avevano nel cassetto fior di programmi particolareggiati? Precisi? Dove sono finiti? Ammesso che siano mai stati scritti, ora dovranno essere buttati: i mercati macinano perdite e  bisogna fermarli, recuperando la famosa "credibilità
perduta". Come? Firmando una cambiale in bianco, come si fa con i mafiosi: noi mettiamo la firma, loro la cifra. "Loro" chi? Beh, non i politici, poiché metà hanno già perso la faccia e la parte restante non può rischiare di perderla e, soprattutto, di perdere i voti del proprio elettorato!
E allora mettiamoci Mario Monti al governo: un tecnico va bene per tutte le stagioni. Ma non  è un economista nonché banchiere? Ma gli economisti non ne hanno azzeccata una da lungo tempo e i banchieri non sono i responsabili della peggiore crisi finanziaria nella storia del capitalismo?
Sì, e allora?

ERA NOVEMBRE, RAGAZZI! DI QUALE ERA? DI QUALE ANNO?