venerdì 5 febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
Paolo Conte in concerto.
Il teatro lo accoglie con un applauso e lui, vestito di grigio, pantaloni un po' sformati, maglione girocollo e giacca che lo avvolge proteggendolo, fa un gesto breve, misurato, in direzione del suo pubblico. Schivo.
Poi siede al piano.
Nel teatro non vola una mosca, un alone di luce lo inquadra...La sua voce arrochita si leva, la musica la sottolinea lenta, lentissima, prima di esplodere lasciando spazio al virtuosismo dei componenti della band. Una canzone dietro all'altra sul filo della nostalgia che evoca i ricordi... Suoi, nostri.
Il pudore dell'ironia si mescola alla poesia, dolce e aspra, delle parole con cui si racconta mentre la musica si spezza, infrangendosi su tonalità contrastanti o evocanti profumi d'oriente.
Canzoni nuove e più raffinate interpretazioni di quelle stranote s'intrecciano, la sua voce si fa sempre più roca, lo strazio del violino lascia il posto alla solitudine che evoca il clarino o alla cascata di note del piano... mentre irrompe a tradimento il clamore della batteria con la sua vitalità incontenibile, come una ciga o una sarabanda popolari che spezzassero la composta geometria di un minuetto.
Alla fine siamo tutti in piedi e il nostro abbraccio lo avvolge, lo scalda, gli fa brillare lo sguardo imprigionato nella rete fitta delle rughe.
Un applauso interminabile sancisce la liaison ritrovata con il vecchio leone.
Paolo Conte strizza l'occhio e sorride, e la lunga linea grigia dei giorni si spezza...
Miracoli che solo la genialità può produrre. (-3 punti classifica Blogbabel)
Poi siede al piano.
Nel teatro non vola una mosca, un alone di luce lo inquadra...La sua voce arrochita si leva, la musica la sottolinea lenta, lentissima, prima di esplodere lasciando spazio al virtuosismo dei componenti della band. Una canzone dietro all'altra sul filo della nostalgia che evoca i ricordi... Suoi, nostri.
Il pudore dell'ironia si mescola alla poesia, dolce e aspra, delle parole con cui si racconta mentre la musica si spezza, infrangendosi su tonalità contrastanti o evocanti profumi d'oriente.
Canzoni nuove e più raffinate interpretazioni di quelle stranote s'intrecciano, la sua voce si fa sempre più roca, lo strazio del violino lascia il posto alla solitudine che evoca il clarino o alla cascata di note del piano... mentre irrompe a tradimento il clamore della batteria con la sua vitalità incontenibile, come una ciga o una sarabanda popolari che spezzassero la composta geometria di un minuetto.
Alla fine siamo tutti in piedi e il nostro abbraccio lo avvolge, lo scalda, gli fa brillare lo sguardo imprigionato nella rete fitta delle rughe.
Un applauso interminabile sancisce la liaison ritrovata con il vecchio leone.
Paolo Conte strizza l'occhio e sorride, e la lunga linea grigia dei giorni si spezza...
Miracoli che solo la genialità può produrre. (-3 punti classifica Blogbabel)
lunedì 1 febbraio 2010
Perché?
Ultimo commento su Blogbabel, poi mi limiterò a indicare ogni giorno la valutazione: del silenzio o dello "scritto". Avrei preferito, potendo scegliere, optare per la cancellazione del mio blog.
Rilevo un cambiamento radicale nelle valutazioni (altro record: 5 punti in meno al posto dei soliti 80/100) e questo mi basta, anche se la solita domanda mi frulla nella testa: "Perché?"
(-22 punti Blogbabel)
Rilevo un cambiamento radicale nelle valutazioni (altro record: 5 punti in meno al posto dei soliti 80/100) e questo mi basta, anche se la solita domanda mi frulla nella testa: "Perché?"
(-22 punti Blogbabel)
Ma quella di Blogbabel che rivoluzione è?
Oibì, oibò, se per Lenin la cadenza temporale della rivoluzione era "Tre passi avanti e uno indietro..." la mia conquista dell'ultimo posto nella classifica di Blogbabel marcia a "Tre passi indietro e uno avanti". Unica spiegazione plausibile: una discesa un po' più morbida.
Mentre mi godo i 12 punti di premio del silenzio (ma solo se conclamato) di ieri, in mente mi frulla una domanda: "Ma quella di Blogbabel che rivoluzione è?"
Nota bene: su Google il collegamento all'archivio di Blogbabel per i miei post è impossibile a causa di un non meglio identificato error 404. (-5 Blogbabel)
Mentre mi godo i 12 punti di premio del silenzio (ma solo se conclamato) di ieri, in mente mi frulla una domanda: "Ma quella di Blogbabel che rivoluzione è?"
Nota bene: su Google il collegamento all'archivio di Blogbabel per i miei post è impossibile a causa di un non meglio identificato error 404. (-5 Blogbabel)
domenica 31 gennaio 2010
Giallo virtuale
Oibì, oibò! 20 punti di retrocessione. Altro risultato eccezionale per me che ho provato l'emozione di 2000 punti in meno in un sol botto! Non scrivere premia perchè rallenta la discesa. A quando un risultato invariato e, soprattutto, sulla base di quali parametri?
sabato 30 gennaio 2010
Scherzi virtuali
Per venerdì 29 gennaio 27 punti di retrocessione soltanto! Era da mesi che non ottenevo un risultato così soddisfacente: più si sta fermi, meno si viene retrocessi. Il miracolo insperato di una pausa di riflessione.
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