Visualizzazione post con etichetta costituzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta costituzione. Mostra tutti i post

venerdì 11 giugno 2010

Il Libro dei sogni



Dopo avervi depredato, ragazzi, di tutti i sogni, vogliono completare l'opera, manomettendo anche quel Libro che vi autorizzava a sognare, che vi dava il diritto di farlo? 
La Costituzione?
E' una bulimia di potere quella a cui stiamo assistendo?


martedì 29 dicembre 2009

Libertà vo' cercando

Primo paragrafo dello Statuto de Il Popolo della Libertà:
"Il Popolo della Libertà è un movimento di donne e uomini che credono nella libertà e vogliono rimanere liberi, e si riconoscono nei valori del Partito dei Popoli Europei: la dignità della persona, le centralità della famiglia, la libertà e la responsabilità, l’uguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà. Il Popolo della Libertà è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia, nel rispetto delle sue tradizioni di civiltà e di unità nazionale, sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale. "

Come commenta Galvuz la parola libertà riecheggia ben nove volte in poche righe... Libertà è una parola importante che, in un Paese come il nostro, evoca un passato doloroso. Con amarezza penso a quel popolo che riempiva, solo pochi decenni fa le piazze - anche se io ero troppo piccola per ricordarlo - sventolando i cappelli e facendo volare nell'aria i baschi all'annuncio dell'entrata in guerra. Popolo che credeva in Mussolini e quindi per consequenzialità logica non credeva nella libertà. Non sapeva nemmeno cosa fosse la libertà, come la legalità, d'altronde, spazzata via dalla scelta di assassinare un avversario politico. E la giustizia? Tutti eguali davanti alla legge? Certamente non con i Tribunali speciali. Rivedo quelle lapidi che si trovano dappertutto, nelle città, nei paesi dove sbucano come funghi, perfino lungo i viottoli che costeggiano i campi, con quei nomi contadini scelti in fretta senza fantasia, come Primo, Decimo, Quinto e quelle date che sconvolgono: venti, diciotto, diciassette anni; vite sacrificate perché la libertà non fosse solo una parola da pronunciare, ma una realtà nella quale vivere. Il Paese non ha bisogno di Forza Italia per essere più libero e più giusto. I sopravvissuti all'inferno della guerra hanno scritto la Costituzione più garantista, rispettosa e giusta d'Europa, quella Costituzione che ha consentito a Forza Italia, prima movimento e poi partito, di nascere e rafforzarsi.

Il Popolo della Libertà vuole rimanere libero? E' già libero. Allora cosa vuole: il bavaglio a Internet, il divieto di manifestare, il processo breve, il Lodo Alfano per istituzionalizzare la diversità dei cittadini davanti alla legge? Sarebbe necessario modificare organismi di controllo (come la Corte Costituzionale) o gettare all'aria il principio dell'autonomia dei poteri che reggono lo Stato. Si può fare?
"Correggendo" la Costituzione: da liberale in... un po' meno libera(le).
"Curioso" direbbe Paolini: ripetere nove volte la parola libertà per poi limitarla.
Curioso, veramente!

mercoledì 7 ottobre 2009

Ricordi?

La sera scendeva su Milano, ingolfata di traffico e cattiveria, allungando la sua ombra sul soggiorno e sui nostri volti tirati. Più che una discussione un litigio. Non ricordo il motivo del contendere, ma rammento la mia esclamazione: "E' un principio tutelato dalla nostra Costituzione!" Il mio compagno mi aveva guardata, poi assumendo un'aria condiscendente, quella che si usa per spiegare una faccenda complessa a un bambino, mi aveva risposto: "La Costituzione è una bella poesia, un libro dei sogni..." E la sua bocca aveva assunto una piega amara.
" E tu pensi che uomini che passarono la giovinezza in prigione o che scelsero la via dell'esilio, che videro morire i compagni...".
Mi aveva interrotta:
"E' un'impalcatura che avrebbe dovuto sostenere uno splendido palazzo, ma è rimasta incompiuta. Il nostro è il Paese delle cattedrali nel deserto".
"Gli uomini che scrissero quella che tu chiami una poesia erano uomini diversi, cresciuti in un Paese che aveva messso al bando la libertà, per loro non fu scontato essere liberi. Videro un dittatore fare strame del Paese, portarlo in guerra, allearsi ai nazisti, promulgare le leggi razziali".
"La natura umana..." e di nuovo il mio compagno aveva scrollato la testa.
"E' la Bibbia della nostra democrazia, veleggia alta perché chi ha molto sofferto acquisisce uno spessore anche umano più ampio. Quando scrivevano democrazia o libertà o eguaglianza quali ricordi si accendevano nelle loro menti? Scrivevano eguaglianza davanti alla legge e rievocavano i Tribunali speciali, le condanne per i reati di opinione, gli anni passati senza vedere crescere i figli, lontano dalle mogli, nelle celle a chiedersi il perché di quell'ostinazione che aveva dannato le loro vite. Un ostinato, insopprimibile desiderio di libertà!"
Ieri sera, quando su Internet è circolata la notizia, quando ho letto che il Lodo Alfano era stato considerato illegittimo in considerazione dell'articolo 3 della Costituzione che fissa il principio dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge ho pensato a quegli uomini. Vogliamo cambiare la Costituzione, volare basso, omologarci a uomini e idee di corto respiro? Quegli uomini lungimiranti l'avevano previsto, istituendo una procedura più complessa e imponendo maggior consenso.
Per rinunciare a sognare, Amendola, Calamandrei, La Malfa, De Gasperi, Nenni, Pertini... stabilirono che si dovesse essere in tanti, proprio molti: chissà, forse per indurci a riflettere.